“La frontiera dei diritti, diritto della frontiera”, il convegno organizzato a Lampedusa l’11 e il 12 settembre 2009

Strasburgo, 12 settembre 2009 – Segnalo che si tiene a Lampedusa, dall’11 al 12 settembre 2009, il convegno organizzato da Magistratura Democratica e da Movimento per la Giustizia “La frontiera dei diritti. Il diritto della frontiera”.

Intervengono giuristi illustri e persone esperte nella materia trattata. Tra essi Alfonso Amatucci, Giovanni Maria Bellu, Paolo Beni, Laura Boldrini, Fernanda Contri, Giusy D’Alconzo, padre Antonino Fasullo,Luigi Ferrajoli,Valerio Fracassi, Ignacio Ubaldo Gonzales, Karim Metref, Guido Neppi Modona, Vito Monetti, Gioacchino Natoli, Andrea Olivero, Giovanni Palombarini, padre Giorgio Poletti, Livio Pepino, Carlo Renoldi, Rita Sanlorenzo, Donatella Stasio, Armando Spataro, Piero Soldini Daniela Troja e Lorenzo Trucco.

Il programma prevede i seguenti interventi:

Venerdì 11 settembre

ore 16.00 Introduzione

Per una legislazione dell’immigrazione giusta ed efficace

ore 16.30 I sessione

L’Europa e le migrazioni: tra accoglienza e rifiuto

ore 17.45 II sessione

La Costituzione e lo straniero

ore 19.00 III sessione

I popoli violati e il diritto di asilo

ore 21.30 Proiezione del film “Quando sei nato non puoi più nasconderti” di Marco Tullio Giordana. Sarà presente il regista.

Sabato 12 settembre

ore 10.00 Tavola rotonda

Divieto di criminalizzare

ore 12.30 Conclusioni

L’uguaglianza, i diritti dei migranti, l’impegno dei giuristi

Gli interventi di venerdì 11 settembre sono stati registrati da Radio Radicale e possono essere sentiti in versione integrale.

Considerati i tragici fatti di quest’estate, gli interventi sono di grande attualità ed invito tutti ad ascoltarli.

Il Commissario per i diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa ha presentato un rapporto sull’Italia: si deve porre fine alla discriminazione e alla xenofobia e la politica in materia di immigrazione deve migliorare

Strasburgo, 16 aprile 2009 – “Nonostante siano stati compiuti degli sforzi, permangono preoccupazioni per quanto riguarda la situazione dei rom, le politiche e le pratiche in materia di immigrazione e il mancato rispetto dei provvedimenti provvisori vincolanti richiesti dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo” ha dichiarato oggi Thomas Hammarberg, Commissario per i diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa, nel presentare il proprio rapporto sull’Italia.

“Le autorità dovrebbero condannare più fermamente ogni manifestazione di razzismo o di intolleranza e garantire l’effettiva applicazione della legislazione anti-discriminazione”, ha affermato. Ha inoltre raccomandato di accrescere il numero di rappresentanti dei gruppi etnici in seno alle forze di polizia e di istituire un organismo nazionale indipendente, quale il mediatore, per rafforzare la tutela dei diritti umani.

Il Commissario Hammarberg raccomanda inoltre di migliorare la situazione dei rom. “Permane nei loro confronti un clima di intolleranza e le loro condizioni di vita sono tuttora inaccettabili in un certo numero di campi da me visitati. Le buone prassi a livello locale esistono nel paese e dovrebbero essere estese”. Il Commissario esprime altresì profonda inquietudine circa l’opportunità di effettuare un censimento nei campi rom e sinti e si dichiara preoccupato per la sua “compatibilità con le norme europee che disciplinano la raccolta e il trattamento di dati a carattere personale”.

Il Commissario incoraggia inoltre vivamente le autorità a creare dei meccanismi di consultazione a ogni livello con i rom e i sinti, ad evitare le espulsioni che non sono accompagnate da alcuna offerta di risistemazione e ad attuare soluzioni educative appropriate per i bambini. Spera d’altro canto che “il nuovo piano d’azione relativo alle misure di protezione sociale e di integrazione sarà messo in opera quanto prima e che le autorità manterranno al più presto la promessa di ratificare senza riserve la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla nazionalità, che tutelerà in particolare gli interessi dei bambini rom di fatto apolidi”.

Il Commissario ribadisce le proprie critiche sul disegno di legge sulla sicurezza pubblica, che rischia di avere effetti negativi sui diritti degli immigrati. “La criminalizzazione degli immigrati è una misura sproporzionata, che potrebbe avere l’effetto di acuire le tendenze discriminatorie e xenofobe che già si manifestano nel paese” ha dichiarato. “Inoltre, la recente disposizione adottata dal Senato, che consente al personale medico di segnalare alla polizia gli immigrati irregolari che si rivolgono al sistema sanitario è profondamente ingiusta e potrebbe portare a una loro maggiore emarginazione”.

Il Commissario Hammarberg esprime preoccupazione per un certo numero di ritorni forzati in Tunisia imposti per motivi di sicurezza a persone che corrono tuttavia gravi rischi di essere torturate nel loro paese. “Gli Stati hanno evidentemente il dovere di proteggere le società dal terrorismo, ma non devono, per questo, violare le norme in materia di diritti umani, quali il divieto assoluto della tortura o dei trattamenti disumani. L’Italia non ha provveduto ad applicare le misure provvisorie vincolanti richieste dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo per porre fine alle espulsioni, compromettendo in tal modo gravemente l’efficacia del sistema europeo di protezione dei diritti umani”.

Il Commissario ha infine espresso soddisfazione per un certo numero di misure positive prese dalle autorità italiane, e in particolare per l’adozione di programmi di educazione interculturale, per la decisione di ratificare la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani e per lo sviluppo di un programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati.

Il rapporto è basato sulla visita effettuata lo scorso gennaio e rientra nell’ambito del seguito dato alle raccomandazioni formulate dal Commissario nel suo memorandum del luglio 2008. È pubblicato insieme alla risposta delle autorità; una galleria di fotografie illustra la visita.

Corte Costituzionale italiana: la relazione sulla giurisprudenza del 2008

Strasburgo, 30 gennaio 2009 – Segnalo che la Corte Costituzionale, in occasione dell’udienza straordinaria del 28 gennaio 2009, ha pubblicato una relazione sulla giurisprudenza costituzionale del 2008.

Il documento è molto interessante.

In particolare, in tema di compatibilità tra diritto interno e obblighi internazionali, lo studio segnala due declaratorie di illegittimità costituzionale, motivate anche dalla violazione di parametri derivanti da fonti internazionali, in un caso la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e nell’altro le norme internazionali generalmente riconosciute.

La prima è la sentenza n. 39, con cui la Corte dichiara fondata la questione riguardante le incapacità personali derivanti al fallito dalla dichiarazione di fallimento e perduranti oltre la chiusura della procedura concorsuale.

La seconda è la sentenza n. 306, con cui la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 80, comma 19 della legge 388/2000 e dell’art. 9, comma 1 del D.L. n. 286/1998, come modificato dall’art. 9, comma 1 della legge n. 189/2002 e poi sostituito dall’art. 1 comma 1 del D.Leg. n. 3/2007, nella parte in cui escludono che l’indennità di accompagnamento, di cui all’art. 1 della legge n. 18/1980 possa essere attribuita agli stranieri extracomunitari soltanto perché essi non risultano in possesso dei requisiti di reddito già stabiliti per la carta di soggiorno ed ora previsti, per effetto del decreto legislativo n. 3/2007 per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

la sala della Corte Costituzionale1