Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa chiede all’Italia di migliorare la trasparenza del finanziamento dei partiti politici e di impegnarsi con determinazione a sanzionare la corruzione

Strasburgo, 11 aprile 2012 – Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa ha individuato importanti carenze nel sistema di finanziamento dei partiti politici in Italia, alle quali chiede di porre rimedio con urgenza e priorità. Il controllo da parte delle pubbliche autorità sul finanziamento dei partiti politici è frammentario e formale ed è esercitato da tre diverse istituzioni con poteri limitati, senza coordinamento tra loro, né con i servizi di prevenzione e repressione dei reati. Il GRECO insiste sul fatto che i partiti politici devono sviluppare i propri sistemi di controllo interno e sottoporre i propri bilanci a una revisione contabile indipendente. Raccomanda maggiore trasparenza nel finanziamento politico, chiedendo di ridurre sensibilmente la soglia attuale dei 50.000 euro al di sotto della quale l’identità del donatore rimane sconosciuta. Allo stesso modo, devono essere proibite le donazioni anonime. Inoltre, il GRECO chiede appropriate sanzioni in caso di violazione delle norme di finanziamento politico e l’impegno di applicarle nella pratica.

È inoltre sottolineata la necessità per l’Italia di ratificare la Convenzione penale sulla corruzione e il suo Protocollo addizionale e di recepirne integralmente le disposizioni nel diritto nazionale interno. L’Italia è uno dei pochi Stati membri a non essere ancora Parte contraente di questi strumenti giuridici. Il GRECO si dichiara particolare preoccupato per la scarsa efficacia delle sanzioni per i reati di corruzione in Italia e l’elevato rischio di prescrizione per i casi perseguiti.

Il rapporto contiene 16 raccomandazioni, che saranno oggetto di una valutazione nel 2014.

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Il Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO) pubblica il suo primo rapporto sull’Italia

Strasburgo, 16 ottobre 2009 – Il GRECO del Consiglio d’Europa pubblica oggi il suo primo rapporto sull’Italia, basato sulle valutazioni congiunte del primo e del secondo ciclo (Greco Eval I/II Rep (2008) 2, in versione francese e inglese).

Il rapporto rivolge ben ventidue raccomandazioni all’Italia. Il GRECO valuterà l’attuazione di tali raccomandazioni nel corso del secondo semestre del 2011, nel quadro della sua specifica procedura di conformità.

Il rapporto rileva che, malgrado la determinata volontà della magistratura inquirente e giudicante di combattere la corruzione, questa è percepita in Italia come un fenomeno consueto e diffuso, che interessa numerosi settori di attività, in particolare l’urbanistica, lo smaltimento dei rifiuti, gli appalti pubblici e la sanità.

Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di elaborare un’efficace politica di prevenzione della corruzione, sottolineando al riguardo che occorrono una strategia di lungo periodo e un incisivo impegno politico. Il GRECO precisa altresì che la lotta per contrastare la corruzione deve diventare una questione di cultura, e non solo di rispetto delle leggi.

Sono raccomandate misure supplementari per risolvere il problema dell’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari, migliorare l’accesso ai documenti ufficiali, rafforzare la trasparenza e l’etica nella pubblica amministrazione. Tali provvedimenti si rivelano particolarmente necessari in materia di procedure di verifica e di controllo interne, di applicazione delle norme di deontologia, di prevenzione dei conflitti di interessi e di protezione dei cittadini che denunciano le situazioni di illegalità.

Il rapporto, elaborato precedentemente al pronunciamento della Consulta, esprime inoltre preoccupazione per l’immunità di cui godono certi titolari di cariche pubbliche, recentemente introdotta dalla Legge n° 124/2008, meglio nota come “Lodo Alfano”.

Nel settore pubblico, è necessario rafforzare gli obblighi contabili e di valutazione degli enti pubblici appartenenti a tutte le categorie, e vigilare affinché le sanzioni applicabili siano efficaci, proporzionate e dissuasive.

L’Italia ha aderito al GRECO nel 2007. Nel 1999, ha firmato la Convenzione penale sulla corruzione, ma non l’ha ancora ratificata.

Il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d’Europa esaminerà il rapporto di valutazione sull’Italia

Strasburgo, 26 giugno 2009 – Alla 43ma riunione plenaria che si terrà dal 29 giugno al 2 luglio 2009, il GRECO del Consiglio d’Europa esaminerà il rapporto sull’Italia, in vista della sua adozione. Il rapporto è basato sulle valutazioni congiunte di primo e secondo ciclo indicate dal GRECO.

Ricordo che le valutazioni di questo Gruppo vengono eseguite grazie alle risposte fornite dagli Stati a questionari predisposti dal segretariato e a visite specifiche nel Paese.

Per quanto riguarda l’Italia, che ha aderito al GRECO il 30 giugno 2007, una prima visita è stata effettuata dal 13 al 17 ottobre 2008, concentratasi sulla prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, l’indipendenza e la specializzazione delle forze incaricate nel rispetto della legge, nonché l’indipendenza e la specializzazione della magistratura inquirente e giudicante, l’immunità rispetto ai procedimenti penali di cui godono i titolari di cariche pubbliche, la prevenzione dell’uso di società o aziende create come paravento di attività di corruzione e i provvedimenti per confiscare i proventi della corruzione e annullarne i vantaggi per le persone coinvolte.

L’attività del GRECO in Italia è cominciata in salita, dato che il governo italiano nell’estate del 2008 ha soppresso l’Ufficio dell’alto commissariato italiano contro la corruzione con effetto dal 25 agosto 2008. Riguardo a ciò, il presidente del GRECO ha espresso la sua inquietudine e il governo italiano è stato invitato, nel corso della passata 39ma riunione, a fornire spiegazioni sulle ragioni che hanno motivato tale decisione e sulle prevedibili conseguenze nella lotta contro la corruzione in Italia.

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