La sentenza Vinter e altri c. Regno Unito tradotta in italiano

Strasburgo, 5 novembre 2013 – Il Ministero della Giustizia ha pubblicato la traduzione in lingua italiana della sentenza Vinter e altri c. Regno Unito, caso deciso dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo in Grande Camera il 9 luglio 2013. In questo caso la Corte europea dei diritti dell’Uomo ha accertato che la pena dell’ergastolo viola l’articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani e degradanti) qualora il sistema interno non preveda la possibilità di riesame o di rimessione in libertà dopo un certo periodo di tempo, in generale venticinque anni di reclusione.

L’Italia ratifica la Convenzione di Istanbul

Strasburgo, 21 giugno 2013  – Il Senato italiano ha ratificato la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) del Consiglio d’Europa. Il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione, già avallato dalla Camera, è stato votato il 19 giugno all’unanimità. L’Italia è il quinto paese del Consiglio d’Europa a ratificare la Convenzione di Istanbul. Il testo legislativo è stato firmato a Strasburgo dal Ministro con delega alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, il 27 settembre del 2012. Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia hanno già ratificato la Convenzione internazionale, firmata da 30 paesi. Questo trattato internazionale di ampia portata si propone di conseguire l’obiettivo di tolleranza zero verso questo tipo di violazione dei diritti umani e costituisce un significativo passo avanti per un’ulteriore sensibilizzazione contro questo tipo di reato. Prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire penalmente gli aggressori sono i cardini della Convenzione.

L’Italia firma la Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite

Strasburgo, 25 ottobre 2012 – L’Italia ha firmato la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1984 ed entrata in vigore il 26 giugno 1987.

L’Italia è il sessantaquattresimo Stato che sottoscrive questo Trattato, dopo dieci anni dalla firma del Protocollo Opzionale.

Questa Convenzione richiede ora all’Italia di incorporare il crimine di tortura all’interno della propria legislazione nazionale e di punire gli atti di tortura con pene adeguate; di intraprendere una rapida e imparziale inchiesta su ogni presunto atto di tortura; di assicurare che le dichiarazioni rese sotto tortura non vengano utilizzate come prove durante processi; e di riconoscere e far applicare il diritto delle vittime di tortura e dei loro parenti più stretti a ricevere un equo e adeguato risarcimento e recupero psicofisico e sociale.

Nessuna circostanza eccezionale – come uno stato o una minaccia di guerra, instabilità politica interna o qualsiasi altra pubblica emergenza – può essere invocata come giustificazione di atti di tortura. La stessa disposizione vale per quell’individuo che abbia compiuto tali atti in seguito ad un ordine di un superiore o di autorità pubblica. All’Italia è ora proibito di rinviare una persona in uno Stato nel quale potrebbe essere a rischio di subire tortura.

L’Italia dovrà inoltre dare la disponibilità per le ispezioni nei luoghi di privazione della libertà personale da un Comitato di esperti delle Nazioni Unite e di istituire un meccanismo nazionale indipendente di controllo e monitoraggio dei luoghi di detenzione, quali le carceri, le stazioni di polizia, gli ospedali psichiatrici e i centri di identificazione per stranieri.

La firma di questo Trattato è un indubbio passo avanti per la garanzia di uno dei diritti umani più importanti, sancito dall’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che stabilisce che “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.